Genitori e figli social, tra opportunità e rischi, quale consapevolezza?

La vasta diffusione dei dispositivi mobili, in particolare di smartphone e tablet, ha ampliato le coordinate spazio-temporali della navigazione on-line, di genitori e figli fornendo loro, un modo più veloce e creativo di comunicare, condividere, ed insieme di avere un accesso continuo ad una fonte inesauribile di informazioni ed opportunità per l’apprendimento ed il lavoro.

Attualmente, tale è la presenza dei nuovi media nella nostra vita quotidiana ed, in particolare, in quella di bambini ed adolescenti, che non c’è più soluzione di continuità tra esperienza on-ed off-line! Il concetto di Rete è divenuto fluido, senza confini e la frequentazione del mondo virtuale, soprattutto Social, costituisce, per i ragazzi ,e non solo, un nuovo, importante modo per “essere” ed “esserci” nella Società attuale!

Tuttavia la pervasività e la privatizzazione della Rete ha anche esposto i giovani utenti, a numerosi possibili rischi, dei quali non sempre dimostranodi avere un’adeguata percezione e consapevolezza né i figli né i genitori (EU Kids, 2018). Oggi, infatti, anche se ci sentiamo tutti “digitali”, giovani e meno giovani, tanto da credere di aver colmato il gap che divideva le due generazioni, in realtà alla nostra presunta dimestichezza con i vari mezzi informatici, non corrisponde, ancora, un’effettiva competenza (media literacy) in grado di orientare in modo critico e sicuro il loro utilizzo.

Bambini ed adolescenti, pur essendo particolarmente capaci ed abili, nell’uso di smartphone e tablet, non conoscono realmente le potenzialità dello strumento comunicativo che utilizzano né tantomeno dimostrano di possedere quella capacità criticache gli consentirebbe di valutare adeguatamente le conseguenze delle loro ed altrui azioni on-line; a ciò si aggiunge, la preoccupante costatazione che, i giovani cybernauti spesso non hanno neanche l’opportunità di ricevere informazioni utili, in merito, dagli adulti di riferimento.

I genitori, infatti, nella maggior parte dei casi, non sono in grado di assumere, per i loro figli, un ruolo di guida, su come comportarsi in Rete, sia perché non medialmente competenti sia, perché, di fatto, vivono on-line una vita molto simile a quella dei loro ragazzi! Ad accomunarli è infatti, la quasi totale inconsapevolezza delle conseguenze delle loro attività, in Rete ed in particolare sui Social. (IPSOS, 2017). All’iper-connessione, in cui sono coinvolti figli e genitori, deve, dunque, necessariamente accompagnarsi anche, una corretta educazione ai media, affinché la frequentazione degli ambienti virtuali e la fruizione e creazione dei contenuti multimediali, li preservino dall’incorrere in comportamenti e situazioni rischiose.

I rischi, cui possono incorrere bambini ed adolescenti, durante la navigazione on-line ed in particolare nell’uso quotidiano dei social media, sono in continua evoluzione così come lo è la nuova tecnologia che ne costituisce il territorio d’espressione.

Recenti indagini (Eu kids Online, 2018,Net Children Go Mobile, 2015 e IPSOS 2015) condotte sul tema in questione, hanno riscontrato la possibilità per i giovani utenti d’imbattersi in una serie di rischi:

  • di contenuto, come l’esposizione a contenuti razzisti che incitano alla violenza contro minoranze etniche o religiose e a contenuti negativi pro-anoressia, pro-bulimia, pro-autolesionismo, pro- suicidio;
  • di contatto, come l’Adescamento-online, la Cyber-Pedofilia e la Pedo-pornografia.
  • di comportamento, come il Cyberbullismo ed il Sexting.

Altri pericoli, cui possono incorrere i giovani internauti riguardano rischi: commerciali, come l’essere vittima di una truffa; di tipo tecnico, come virus e malware e connessi all’uso improprio di dati personali.  Fra i rischi legati alla privacy, i più comuni fra i ragazzi sono la violazione del proprio profilosui social network, la diffusione di informazioni false o riservate sul proprio conto ed il contatto con persone che fingono di essere qualcun altro; questo tipo di rischi costituiscono le situazioni che maggiormente sembrano temere e preoccupare i ragazzi, durante le loro attività social on-line. (Mascheroni, G., & Ólafsson, K. ,2015).

La navigazione on-line ed, in particolare quella all’interno dei Social Network, non può, tuttavia, essere demonizzata e vietata ai minori! È infatti, indubbia la rilevanza che essa riveste nell’ambito dell’informazione e della socializzazione, così come è indiscutibile il valore che risulta avere riguardo l’esplorazione e sperimentazione della identità intra- ed inter-personale, di pre-adolescenti ed adolescenti.  È importante dunque, che gli adulti di riferimento, si soffermino a comprendere e significare cosa vuol dire per i ragazzi “essere social” e dimostrino un interesse condiviso e competente per le loro pratiche on-line; così come, primariamente, è fondamentale che genitori e figli abbiano una visione più chiara e critica circa le opportunità ed i rischi che riserva la social-navigazione .

SMARTPHONE E CONNESSIONE ON-LINE ANYWHERE, ANYTIME!
TRA OPPORTUNITÁ E RISCHI

I Nuovi Media, ed in particolare, i dispositivi mobili, rendendo facile ed immediato l’accesso alla Rete, hanno reso la comunicazione con l’altro, libera da ogni vincolo spazio-temporale ed espressivo e superato i limiti della comunicazione faccia a faccia. Connettendosi alle varie Piattaforme Sociali o ai Servizi di Messaggistica Istantanea è possibile, infatti, parlare con parenti lontani, ritrovare vecchi amici, consolidare amicizie attuali e perfino stringerne di nuove! Inoltre, il confronto con i new media, è fondamentale per bambini ed adolescenti, poiché tali strumenti, sono in grado di sostenere lo sviluppo di abilità cognitive e pratiche, stimolare i processi d’apprendimento, favorire la creatività e l’acquisizione di importanti competenze anche per la futura vita professionale come: la capacità di pensare in modo strutturato e sviluppare adeguate strategie di problem solving.

Ma allora quali sono i rischi per i nostri ragazzi?

La più volte nominata facilità d’accesso on-line,anywhere, anytime, ovunque ed in qualunque momento, rendendo l’uso della Rete pervasivo e privato ha, anche, fatto si che lo stesso diventasse per i minori meno soggetto al controllo da parte di genitori ed educatori e quindi più esposto a rischi.

Le caratteristiche di anonimato e delocalizzazione della Rete, ed il possibile effetto disinibente che ne consegue nell’utente, inoltre, hanno fatto della stessa, non soltanto un medium discreto, riservato ed efficiente, ma anche uno strumento semplice ed adatto per agire, anche reati estremamente gravi come: la  Cyber-Pedofilia e la Pedopornografia on-line.

 I servizi e le applicazioni web hanno, inoltre, offerto un più ampio e sofisticato spazio d’espressione a fenomeni comportamentali di tipo disfunzionale, già esistenti off-line, come il Cyberbullismo ed un canale senza limiti per la diffusione di Contenuti User Generated Negativi per soggetti in età evolutiva.   Con quanto affermato certo non si vuole asserire che Internet abbia generato dal nulla bulli e pedofili! Ma semplicemente riconoscere che, per le sue caratteristiche precipue, ha fatto sì che quelli già esistenti potessero trovare nei suoi diversi ambienti (Social Network, sistemi di messaggistica istantanea, chat, videogiochi etc.) un contesto, sicuro e senza regole in cui poter agire la propria devianza e le proprie difficoltà relazionali. Inoltre, la possibilità di poter interporre, tra Sé e l’altro, un dispositivo digitale, ha fatto sì che, nei Sex offender e nei giovani cyberbulli o, comunque, in chi fa della Rete un uso sbagliato, si verificasse un’alterazione nella percezione della gravità dell’azione e delle conseguenze per la vittima, cosi come della stima del rischio di essere scoperti e denunciati. Va sottolineato, inoltre, che anche nei giovani cyber-naviganti, frequentanti i luoghi virtuali, per semplice intrattenimento e per informazione, le caratteristiche precipue della Rete hanno un effetto disinibente che, unitamente ad una scarsa capacità di valutazione critica, sono in grado di alterarne, la percezione del pericolo e quindi di impedire di adottare le giuste misure di sicurezza durante la navigazione in internet e quindi durante l’uso dei Social.

GENITORI “ATTIVI” ED “EFFICACI” NEL RAPPORTO TRA I FIGLI E DISPOSITIVI DIGITALI

Per i ragazzi è oramai diventata impensabile una quotidianità ed una vita sociale che, non siano almeno in parte scandite ed attraversate dai Social Media e quindi dall’uso dei dispositivi mobili.

Il minore da tutelare, oggi, è un soggetto dotato di uno strumentario tecnologico personale complesso, costituito da:  PC, smartphone, tablet, etc., che gli viene messo a disposizione molto precocemente e che autogestisce nell’intero arco della giornata, spesso senza alcun specifico controllo e senza alcuna specifica indicazione in merito ad uso corretto, da parte dei genitori.

Lo smartphone, in particolare, è diventato una vera e propria estensione del corpo e della mente dei suoi giovani utilizzatori e, consentendo un “contatto perpetuo con i pari”, ha rafforzato l’importanza dei Social Media nelle loro pratiche comunicative , rendendoli anche i principali utilizzatori. L’accesso sociale al gruppo di amici   costituisce, infatti, spesso, la prima motivazione per bambini ed adolescenti ad utilizzare quotidianamente internet e lo smartphone ( Indagine Eu Kids on-line 2018). I social network sono, inoltre, il principale mezzo attraverso il quale i più giovani condividono e producono contenuti multimediali di vario genere : testo, immagini, foto, video etc. allo scopo di esprimere se stessi e le proprie passioni.

Una fruizione questa dei device che, depotenzia e rende inutile il ricorso a strategie proibizionistiche e di stampo autoritario da parte degli educatori, come possibili strategie di tutela, e  che più che mai richiede una partecipazione attiva e competente, da parte degli adulti di riferimento, nelle attività on-line dei propri figli.

Come posso i genitori intervenire per rendere più sicuro l’uso dello smartphone e degli altri dispositivi mobili da parte dei loro figli? È fondamentale, per la sicurezza on-line dei nostri figli, sostenere l’uso del web in famiglia, attraverso un confronto competente e momenti di reale condivisione e non attraverso un atteggiamento punitivo e restrittivo. È solo attraverso un dialogo consapevole ed informato che è possibile divenire “genitori attivi” ed “efficaci” nel rapporto tra i figli e dispositivi digitali.

Essere genitori “attivi” ed “efficaci” vuol dire, essere genitori medialmente competenti e non solo dispensatori di regole e restrizioni. Il modo migliore per proteggere i propri ragazzi dai rischi della navigazione on-line  per gli adulti, va ricercato nel rafforzare la propria competenza mediale, conoscere il mondo digitale, essere in grado di individuare e sfruttare le opportunità che offre, ma anche saper valutare in modo obiettivo e critico i potenziali pericoli che vi si nascondono.

Come? Partecipando a momenti informativi e di confronto con esperti ed altri genitori, ricercando autonomamente informazioni, chiarimenti ed indicazioni all’interno della Rete stessa! Ma non solo!  Essere «genitori attivi, vuol dire anche, infatti: saper dare spazio, nel rapporto quotidiano con i propri figli, ad un ascolto non giudicante, ad una comprensione empatica che, consenta di ascoltare sempreil loro punto e soprattutto di mostrare un’autentica curiosità per ciò che fanno e vivono on-line.

 È fondamentale, che gli adulti sappiano accogliere e riconoscere l’importanza che ha per pre-adolescenti ed adolescenti «essere social» ed avere numerosi contatti; tutto questo aiuterà i ragazzi ad individuare, nel genitore un punto di riferimento sicuro e comprensivo, cui potersi rivolgere con fiducia , nel caso in cui dovessero imbattersi in una qualunque problematica legata all’uso dei new media e dei social media in particolare.

PERCHÉ I SOCIAL SONO COSÌ IMPORTANTI PER I RAGAZZI?

I social network sono importanti per i ragazzi, soprattutto adolescenti, perché sembrano consentire loro di soddisfare alcuni dei bisogni e delle necessità più importanti e caratteristiche della fase evolutiva che attraversano, tra cui in particolare:

  • il bisogno di appartenenza al gruppo dei pari, e di separazione da quello familiare ;
  • il bisogno di costruzione ed affermazioni di un’identità personale e separata da quella genitoriale.
  • Il bisogno di soddisfare curiosità riguardanti argomenti che off-line sono solitamente, ritenuti, tabù come: il sesso.
  • Il bisogno di uno spazio in cui poter trovare una soluzione al senso di isolamento che spesso provano potendo condividere con coetanei le proprie esperienze di disagio e sofferenza.

LE APP PIÙ UTILIZZATE DA BAMBINI ED ADOLESCENTI. NON SOLO LUOGHI DI SOCIALIZZAZIONE…

Recenti indagini (Eu Kids on line, 2018) dimostrano, alcuni cambiamenti significativi nei repertori comunicatividei più giovani, vale a dire nelle piattaforme più usate e nelle pratiche comunicative messe in atto per restare in contatto con i pari.  È stato rilevato, in particolare, il progressivo abbandono di piattaforme di social networking come Facebook, considerato oramai un mezzo di comunicazione più per genitori, insegnanti e politici, a favore di App di messaggistica istantanea ( WhatsApp) App di foto e video sharing (Instagram, Musical.Ly etc).

Le App pocanzi menzionate oltre a costituire luoghi virtuali di comunicazione e confronto in cui potersi incontrare ed in cui poter esprimere se stessi, a volte, possono diventare, per bambini ed adolescenti, anche lo scenario virtuale, all’interno del quale prendono forma situazioni e contenuti non propriamente adeguati alla loro età e che possono portare a gravi conseguenze off-line. Come in precedenza sottolineato, i rischi più evidenti e temuti sono legati alla violazione della Privacy oltre che alla possibilità di facilitare “il subire” o “l’agire” comportamenti inadeguati e lesivi. Le caratteristiche, di alcuni di questi Servizi di Rete Sociale, infatti, quale, ad esempio, quella per cui qualsiasi contenuto condiviso, dopo pochi secondi si autodistrugge, può avere un effetto disinibente in chi lo utilizza, tale da farlo sentire libero di “poter osare”: nelle pubblicazione di foto e video anche molti intimi e nella scrittura di commenti offensivi ed a volte anche violenti, con la sicurezza presunta, per l’appunto, che ogni contenuto verrà ,completamente, distrutto. Le app che in particolare fanno della loro caratteristica precipua, la natura effimera dei contenuti postati, e al contempo l’istantaneità dei messaggi inviati, costituiscono, dunque, il contesto virtuale prescelto ed ideale per agire comportamenti da cyberbullo e per praticare Sexting ( inviare foto o video erotici di se stessi e riceverne); ma anche ambiente ottimale per diffondere materiale pedopornograficoda parte di adulti che si fingono coetanei (cyberpedofili).

Inoltre, possono configurarsi, anche, importanti problemi legati alla privacy ed alla possibilità di entrare in contatto con potenziali offender, soprattutto quando il bambino e/o il ragazzo nell’uso dei social, scelgono di mantenere pubblico il loro profilo, pur di ottenere un maggior numero di “seguaci” e/o abilitano servizi di geolocalizzazione, perfar conoscere la propria posizione e conoscere quella di tutti gli altri utenti, in tempo reale. Bambini e adolescenti, attivando  il servizio di localizzazione, offerto da alcune delle App da loro utilizzate, rischiano di rivelare in modo inconsapevole o involontario, ad un vasto numero di persone, tra cui possibili Offender: dove abitano, dove vanno a scuola e quali posti frequentano maggiormente!

Le App di video-sharing , in voga anche tra i bambini e non solo tra gli adolescenti,dal canto loro, consentendo di registrare video musicali di pochi secondi,forniscono ai giovani utenti, a volte, un vero e proprio palcoscenico in cui esibirsi, lontano dal controllo dei genitori e davanti ad un vasto pubblico di amici e sconosciuti, esponendoli a possibili commenti offensivi ed aggressivi da parte degli altri utenti così come a possibili contatti con adulti potenziali abusanti. Accade , infatti, che a volte , al fine di ottenere il maggior numero di “mi piace”,  i giovani utenti di queste APPlicazioni, si adoperino in  esibizioni in cui il proprio corpo involontariamente, finisce per essere, ostentato in movimenti erotizzati e caratterizzato da  un abbigliamento non consono. Aspetti questi che, conseguenza di un comportamento poco pensato e non esplicitamente mirante a sedurre, tuttaviaben si accordano alle condotte disfunzionali di possibili cyber-pedofili, nella peggiore delle ipotesi, o che espongono i bambini ed i ragazzi a commenti offensivi ed aggressivi da parte degli altri utenti che possono, pesantemente, ledere la loro sensibilità.

CONCLUSIONI

I rischi, cui possono incorrere bambini ed adolescenti, durante la navigazione on-line ed in particolare nell’uso quotidiano dei social media, sono in continua evoluzione così come lo è la nuova tecnologia che ne costituisce il territorio d’espressione; ogni nuovo servizio di internet, ogni nuova App, ogni supporto informatico che si afferma tra i giovani, introduce insieme ad infinite prospettive di progresso anche a nuovi fronti di rischio concreto.

È importante, tuttavia, sottolineare, in questa nostra riflessione, anche che ad incidere sulla possibilità dei minori di fare esperienze negative on line, non ci sono solamente le potenzialità e le caratteristiche precipue dei dispositivi digitali e dei social che utilizzano e frequentano, ma anche aspetti che riguardano le specifiche modalità di utilizzo degli stessi, ed in particolar modo, la condizione unica di ogni singolo giovane internauta:

  • la specificità della fase evolutiva che sta attraversando;
  • le condizioni e situazioni psico-socio-relazionali che sta vivendo all’interno dei diversi contesti d’appartenenza: famiglia, scuola, gruppo dei pari;
  • la qualità di attenzione e mediazione esercitata dalle figure educative: genitori ed educatori.

Affinché la Rete ed i vari servizi web offerti, possano costituire per i giovani utenti un importante risorsa e strumento di apprendimento e socializzazione è fondamentale promuovere un uso responsabile e consapevole della Rete, che riguardi non soltanto i giovani ma anche i loro genitori.

Una buona educazione digitale (media literacy) è , dunque, l’imprescindibile punto di partenza che deve riguardare e coinvolgere anche i genitori, affinché possano essere per  i loro figli un valido punto di riferimento e guida per orientarsi in modo critico e più consapevole tra le varie opportunità ed  potenziali  rischi, che riserva loro la Rete ed il mondo social.

 

Riferimenti Bibliografici

Cosimi S., Rossetti A. (2017). Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge? Ed . Città Nuova, Roma.

Mascheroni, G. e Ólafsson, K. (2018). Accesso, usi, rischi e opportunità di internet per i ragazzi italiani. I primi risultati di EU Kids Online 2017. EU Kids Online e OssCom.

Mascheroni, G., & Ólafsson, K. (2015).Net Children Go Mobile: il report italiano. Milano: OssCom, Università Cattolica del Sacro Cuore.Indagine Telefono Azzurro - DoxaKids 2018. Spett-ATTORI del Web.

Indagine di Save The Children (2017 ) .CHE GENERE DI TECNOLOGIE? Ragazze e digitale tra opportunità e rischi. ISTAT e IPSOS

IPSOS. Safer Internet Day Study 2015: i nativi digitali conoscono veramente il loro ambiente?


Dott.ssa Lorella Carotti
Psicologa e Psicoterapeuta a Rieti

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