La violenza all’interno delle coppie di adolescenti

“Se è geloso vuol dire che mi ama!”

La violenza all’interno delle coppie di adolescenti  Rieti

“- Se è geloso vuol dire che mi ama !”, prendo in prestito questa frase, che non di rado sento pronunciare dalle adolescenti che ho modo di ascoltare nella mia pratica professionale, per parlare di un fenomeno ancora poco conosciuto e ri-conosciuto:

la violenza all’interno delle coppie di adolescenti.

Genitorialità Rieti

Quando si parla di violenza all’interno delle relazioni di coppia,  si pensa o si fa, generalmente , riferimento ai legami sentimentali tra adulti, come se i rapporti violenti e conflittuali fossero una loro esclusiva!

La mancanza di attenzione al problema all’interno delle giovani coppie è, probabilmente, imputabile all’erronea considerazione delle relazioni sentimentali in questa fase evolutiva, come superficiali, banali, poco stabili e transitorie ed alla valutazione degli eventuali episodi aggressivi, come semplice espressione di immaturità ed impulsività adolescenziale. Mentre già a partire dai 14 anni di età, maschi e femmine, dichiarano di essere coinvolti in relazioni privilegiate e significativamente persistenti nel tempo, all’interno delle quali, si trovano, talvolta, a sperimentare dinamiche relazionali, che per caratteristiche e modalità espressive, raccontate, risultano essere di natura violenta. I ragazzi, maschi e femmine, nei loro racconti descrivono relazioni sentimentali positive, basate su aspettative di amore e supporto ma, anche, rapporti a volte caratterizzati da:

  • comportamenti aggressivi;
  • mancanza di affetto;
  • dinamiche di potere;
  • limitazione della libertà;
  •  conflitto;

 di cui, non sempre, risultavano essere pienamente consapevoli!

La mancanza di consapevolezza da parte dei ragazzi, del problema, costituisce un dato allarmante che accomuna le varie ricerche ed evidenze cliniche a riguardo; solo una minima percentuale di adolescenti, sembra essere  in grado di riconoscere che quella che sta vivendo, non è una relazione amorosa ma una dinamica relazionale disfunzionale a volte violenta.

Accade, infatti, molto spesso che i ragazzi interpretino un’attenzione e un attaccamento eccessivi, come una prova d’amore, al punto tale che all’interno della coppia, finiscono per essere considerati accettabili, quelli che in realtà costituiscono dei veri e propri, comportamenti di controllo, dominazione e possesso del partner. Molte ragazze, come Martina, (nome di fantasia) trovano «carino, affettuoso…» che il loro partner sia geloso e le voglia controllare e leggono in questi atteggiamenti segni di un amore sincero:

 “- Dopo tutto la gelosia è una prova d’amore Dottoressa!”

mentre la gelosia, quando diviene una modalità comportamentale stabile ed elettiva per uno dei partner, dovrebbe essere riconosciuta per quello che realmente è: un primo campanello di allarme per un comportamento controllante e manipolatorio da cui è preferibile prendere le distanze!

Le varie forme di teen dating violence off-line ed on-line

Genitorialità Rieti

La Letteratura nordamericana lo ha definito Teen “dating aggression” e/o Teen “dating violence”, indicando con tali termini, forme diverse di violenza, messe in atto all’interno delle prime relazioni sentimentali tra giovanissimi e di cui risultano essere vittima non sono soltanto le ragazze ma anche i ragazzi, anche se,  in misura nettamente inferiore.  Si tratta di:

  • Comportamenti di dominazione e controllo
    uno dei pattern impedisce, ad es. all’altro di scegliere liberamente il proprio abbigliamento, chiede foto di come è vestito/a, ne limita e controlla le frequentazioni, vuole essere informato dei suoi spostamenti nei minimi dettagli, decide le cose che può e non può fare, ( Con chi vai? Perché? Come ti vestirai? Mandami una foto! Oltre al semplice dove vai ? A che ora?) etc. ;
  • Violenza Psicologica
    per cui un partner si rivolge all’altro con commenti umilianti, denigranti tendenti a sottolinearne le insicurezze e fragilità, fino a manifestarsi per cioè che è :una subdola azione di manipolazione mentale messa in atto, quotidianamente, per minare alla base la fiducia che la vittima ripone in sé stessa e nei suoi giudizi di realtà.
  • Violenza Fisica e/o sessuale:
    il partner aggredisce fisicamente l’altro, per cui sono diversi gli episodi in cui quest’ultimo viene strattonato, spinto, schiaffeggiato; e/o si evidenziano nella coppia pressioni, minacce e ricatti anche molto sottili, affinché il partner “vittima”, acconsenta ad avere rapporti sessuali etc.

La forma di violenza subita, maggiormente, riportata dagli adolescenti, riguarda, in particolare i comportamenti di controllo e dominazione, anche se non mancano racconti di maltrattamenti di tipo fisico e a volte sessuale.

Le ragazze, raccontando le loro relazioni di coppia, riferiscono di subire da parte del proprio ragazzo, forme di controllo riguardo a: frequentazioni, abbigliamento ed atteggiamenti ed insieme descrivono una tendenza ad anticipare i comportamenti di dominazione del partner, rinunciando a fare alcune cose, perché immaginano o dicono di sapere  per certo che saranno a lui poco gradite.

“- Lui non mi dice non mettere questo o quello o di non uscire! Io già lo so e non lo faccio! Così evito inutili casini!”;
“-Il pomeriggio se esco con un’amica gli devo mandare una foto di come sono vestita ! Anche se non c’è bisogno perché tanto ormai lo so quello che non mi devo mettere!”;
 “- Ogni giovedì ho il rientro  a scuola, per il recupero materie ed ogni volta è una scenata… dice che preferisco stare con quei quattro sfigati dei miei compagni anziché stare con lui!” ;
“-Dovevo andare in biblioteca a studiare con alcuni miei compagni di scuola e mi ha fatto storie… quando poi stavo lì mi ha mandati messaggi su WhatsApp praticamente ogni 20 minuti per chiedermi chi c’era e quanto tempo dovevo ancora stare lì!”;

Modalità controllanti ed intrusive trovano espressione, non soltanto off-line ma anche on-line nell’ ambiente digitale dei social network e delle chat; per cui può accadere che la ragazza si senta chiedere ad es. di:

  • cancellare amici/amiche su Facebook o su altri social network,
  • cancellare foto ritenute “provocanti” da Instagram;
  • fornire la password dei vari profili social.

Così non è inusuale che il partner, avendo i codici di accesso, si senta autorizzato e sia, di fatto, libero di controllare, senza alcun limite, il cellulare del/la altro/a e quindi  possa accedere a: chat, messaggi,  foto,  video, passare in rassegna tutti i like inseriti  e dunque avere un controllo assoluto su tutti i tipi di attività che questo/a svolge on-line, per poi porre il suo veto! E come se tutto ciò non fosse abbastanza, a volte, si ricorre anche all’utilizzo di App di geolocalizzazione dello smartphone.

Sono molti i ragazzi che raccontano di aver ceduto alla richiesta del partner di scaricare queste app di monitoraggio e non rari quelli che ammettono di utilizzarle a loro volta, in modo da poter avere, entrambi, la situazione sotto controllo: “Tanto non ho niente da nascondere! E poi, anch’io sono gelosa! Così posso controllarlo anche io!”. Per alcuni adolescenti, accogliere la richiesta di essere geo-localizzati dal partner diventa un altro significativo modo per dare ed avere prova del reciproco reale interesse ed amore.

Tutte queste richieste spesso accompagnate anche d’affermazioni scurrili e denigratorie non sono in realtà, espressioni di semplice gelosia né tantomeno vero interesse per la persona cui sono rivolte, ma vere e proprie violazioni della privacy e della libertà personale, una restrizione degli spazi individuali e delle relazioni, un mancato riconoscimento e rispetto di chi si dice di amare!

Tutto questo non è Amore!

Cosa ne pensano i ragazzi

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La maggior parte dei ragazzi sembra non essere in grado di operare una distinzione consapevole tra una “sana gelosia” e comportamenti intrusivi e controllanti, tra amore sincero e comportamenti di possesso e di negazione dell’individualità dell’altro; per cui spesso risulta difficile per gli adolescenti, maschi e femmine, riconoscere nella relazione che stanno vivendo, eventuali segnali d’allarme in tal senso. Ciò che appare evidente dai racconti dei ragazzi è che il movente della gelosia insieme al tradimento sembrano essere, aspetti che giustificano eventuali comportamenti violenti:

“- Andrea (nome di fantasia) mi ha tirato uno schiaffo che mi sono ritrovata seduta sulla panchina! Beh però anch’io certe volte esagero, potevo evitare di abbracciare Paolo (nome di fantasia) per salutarlo!”

Il tradimento, in particolare, è valutato più severamente di quanto non lo sia il comportamento violento stesso! Per cui la sberla, lo strattonamento, conditi d’aggettivazioni scurrili, vengono non solo accettati ma anche giustificati; ed ancora, fare delle scenate violente, danneggiare le cose dell’altro/a, dare spintoni o pugni, calci, colpire con un oggetto, divengono situazioni attese e normalizzate :

“Quando ha saputo da un suo amico che a Paolo gli piaccio e da parecchio pure! Sa che ha fatto per la gelosia? Ha preso a calci il mio casco con dentro le chiavi ed il cellulare e mi ha pure detto che se mi vede di nuovo parlare con lui a ricreazione fa un macello! Che io sono roba sua!... bè è stato figo vederlo e sentirlo così preso! Nessun ragazzo ha mai tenuto così a me!”.

La tendenza a giustificare comportamenti violenti a seguito di un tradimento o presunto tale, non è opinione dei soli adolescenti maschi, ma risulta appartenere alle convinzioni personali di entrambe i sessi, per cui anche una parte delle ragazze trova che la naturale conseguenza di un’infedeltà possa essere una reazione anche violenta, se “il ragazzo è veramente preso!”.

I maschi a differenza delle femmine, invece, aderendo in modo più evidente a pregiudizi di genere, ancora largamente diffusi nella nostra cultura, affermano, con più frequenza  che la violenza nella coppia,  può essere accettabile o giustificabile.

In entrambe i generi è, invece,  diffusa, l’accettazione di un rapporto di coppia in cui l’altro, viene considerato come “qualcosa che ti appartiene” e che come tale viene vissuto  all’interno delle dinamiche relazionali;  in questo modo, è tacitamente assunto dal partner che subisce, un comportamento autolimitante che lo porta a ridurre sino ad eliminare: uscite ,  frequentazioni , atteggiamenti  o attività e progetti che non includano la presenza dell’altro o che a questo possano creare “noia” .

Conclusioni

Perché i ragazzi, maschi e femmine, fanno così fatica nel riconoscere la differenza tra un rapporto basato su amore e rispetto reciproco e dinamiche disfunzionali e violente? Perché scambiano la “gelosia/controllo ossessivo per amore sincero? Perché tendono a normalizzare ed accettare un rapporto in cui l’altro viene considerato come “qualcosa che ti appartiene”?

Certamente non può essere questo lo spazio in cui poter fornire delle risposte esaustive! Ma può essere senz’altro quello in cui è possibile sollecitare la riflessione nei ragazzi ed in cui invitarli a dare maggior risonanza al loro “intimo sentire” e pensiero critico.

Esercitare il pensiero critico mettendo in dubbio certe credenze e modi di percepire e vivere le relazioni interpersonali tra uomo e donna e riconoscere e dare maggiore ascolto alle proprie emozioni può costituire, insieme al confronto con una persona di cui si ha fiducia, un ottimo punto di partenza per poter comprendere se quello che si sta vivendo è davvero Amore o una relazione da cui è bene prendere le distanze!

Accanto alla rete delle amicizie e a quella familiare è possibile, anche, rivolgersi ad una figura esperta come quella dello Psicologo per affrontare dubbi e difficoltà della relazione a due.

È opportuno ricercare un aiuto professionale, soprattutto quando si avverte che lo stare insieme al partner ha modificato il proprio modo di essere, allontanato da amici e familiari, reso insignificante tutto ciò che prima coinvolgeva e faceva stare bene e dato spazio ad ansia ed angoscia, anziché a serenità e benessere.

Riferimenti Bibliografici

  • Menesini E., Nocentini A., Comportamenti aggressivi nelle prime esperienze sentimentali, in adolescenza, Giornale Italiano di Psicologia, 2 maggio 2008, pp.407-434.
  • Osservatorio Nazionale Adolescenza (2017). Gelosia, controllo e prevaricazioni: quando l’amore si trasforma in possesso e violenza, anche tra gli adolescenti. Comunicato stampa
  • Osservatorio Nazionale Adolescenza (2016). La violenza all’interno della coppia in adolescenza. Conoscere i segnali per prevenire la violenza domestica.Comunicato stampa
  • Romito P., Paci D., Beltramini L. . (2007). Ragazzi e ragazze nel Friuli Venezia Giulia: rapporti di genere, esperienze e percezioni di violenza rapporto di ricerca.  
  • Scheda informativa 18 - Violenza nei rapporti di coppia fra giovani . Settembre 2015
  • www.parita-svizzera.ch

Dr.ssa Lorella Carotti
Psicologa e Psicoterapeuta Rieti

Consulenza e Sostegno Psicologico: all’individuo, alla coppia ed alla famiglia

Consulenza per Cooperative ed Associazioni che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi

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